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lunedì 16 febbraio 2015

Don Francesco Brondello


don Francesco Brondello
Borgo S.Dalmazzo 8 Maggio 1920 - Fontanelle di Boves 15 Febbraio 2015

Resterà nei miei ricordi di bimba, con il suo sorriso aperto, la schiettezza dei modi e la dolce semplicità delle sue omelie sull'altare del Convento. Resterà a tutti noi, limonesi e amanti della montagna, quel folle sogno, quell'immenso capolavoro che è l'Alpe di Papa Giovanni. Resterà al mondo intero il suo esempio di uomo "Giusto tra le Nazioni" che seppe schierarsi e amare oltre ogni rischio.
È morto ieri, dopo una davvero troppo lunga sofferenza il nostro caro don Francesco ed è un onore, per me, averlo conosciuto.




Immagine: http://www.yadvashem.org

venerdì 1 febbraio 2013

Alpe di Papa Giovanni - Buèr - Eremo


Bella escursione non troppo ripida e alla portata di tutti, nella distesa innevata dell'Alpe di Papa Giovanni. Ci eravamo stati già prima di Natale,  ma il freddo pungente quel giorno non mi fece godere appieno la giornata (il sole nel Buèr credo si faccia vedere intorno a marzo... forse). Oggi invece meraviglia delle meraviglie, clima quasi primaverile e cielo blu... non posso non raccontarvela...
La macchina la si può lasciare sul parcheggio alla partenza della seggiovia di Limonetto per poi tornare  verso lo "Wonderfall Chalet"; qui si indossano le ciastre e si comincia il persorso costeggiando lo steccato fino alla cascata, quindi si attraversa un ponticello in legno e ci si inoltra nel bosco (seguire le tacche verdi e gialle) fino a sbucare sulla pista delle motoslitte. Pochi metri e si raggiunge la prima bella casetta in pietra. Qui si svolta a destra e in leggera salita si raggiunge l'Alpe di Papa Giovanni. Prima di proseguire, beatevi del panorama, della pace e dell'accurato restauro dell'antica borgata. Dopo aver ragiunto la croce sovrastante il villaggio, si prosegue percorrendo l'ondulata spianata sul cui sfondo svetta la nostra amata Rocca dell'Abisso. Attraversato il ponticello si continua seguendo il tracciato del torrente e dopo qualche tornante si raggiunge il gias del Buèr con la bella baita del pastore e la fontana, con ogni probabilità ghiacciata.  A queso punto, dopo le foto di rito, noi in genere torniamo sui nostri passi per trovare un posto assolato dove consumare il pranzo, e quel posto di solito è l'Eremo. Qui ha abitato per anni Fra' Francesco, che ha ristrutturato le antiche baite con cura e amore lasciando un piccolo gioiello che unito all'Alpe rende questo fazzoletto di montagna il paradiso in terra. Per raggiungerlo si torna al ponte sul torrente e si prosegue a sinistra fino a raggiungere dopo pochi minuti le belle casette in pietra (seguire insegna "Lou Viasol"). Per il ritorno si può scegliere di ripercorrere lo stesso itinerario, oppure proseguire attraversando in leggera discesa i Prati della Chiesa fino a raggiungere i ruderi di vecchie baite, di qui si imbocca un sentiero che si inoltra tra gli alberi. Dopo un paio di tornanti, superato un grosso faggio su cui spicca una traccia segnaletica gialla e verde si abbandona il tracciato principale e ci si inoltra a destra nel bosco, da dove già si scorge lo steccato del "Wonderfall Chalet" dove infine si chiude l'anello. A fare il giro completo, prendendocela comoda e facendo tante foto, abbiamo impiegato 3 ore. Qui, c'è la tracca GPX.

E ora le foto...

La cascata del Piz
La casetta che accoglie i viandanti all'Alpe di Papa Giovanni
La chiesa dell'Alpe con alle spalle il ciliegio secolare
La croce dell'Alpe
La Rocca dell'Abisso

Il gias del Buèr
Il larice dell'Eremo
L'Eremo

martedì 3 gennaio 2012

Da Limone al Colle di Tenda percorrendo l'antica Strada Romana




Era da molto tempo che volevo salire al Colle di Tenda percorrendo l'antica via romana, ma siccome in estate il margaro occupa la conca dei prati di San Lorenzo come fosse sua esclusiva proprietà e siccome noi non ci troviamo troppo a nostro agio tra mucche e cani ringhianti, c'è voluto questo inverno bislacco senza neve per poterci concedere questa giornata che resterà, credo, unica. Quella che vi racconto è un'escursione davvero molto bella, con praticamente nessuna difficoltà e pochissima salita. Il dislivello di poco più di 800 metri si sviluppa sulla distanza, non impegnando gambe e fiato su percorsi troppo ripidi. La strada romana inizia sulla piazzetta Dunand-Noghtingale, dove ci sono i campi da bocce. Da qui si segue il corso del torrente fino alla frazione Sant'Anna, dove, presso il condominio Rio, il tracciato è interrotto dalla Statale 20. Si può quindi decidere di seguire il percorso stradale piuttosto trafficato, oppure tagliare tra le villette (seguendo l'indicazione "Strada Romana" e le tacche verdi e gialle) per poi raggiungere, al terzo tornante, la gradinata che porta all'imbocco del tratto a mio parere più affascinante di questa antica via, dove tra abeti altissimi, ancora si calpesta l'antico selciato dalle pietre ben disposte, lustrate dal tempo e dall'umidità. Dopo qualche tornante, si sbuca sulla provinciale all'imbocco del piccolo abitato di Limonetto, si attraversa la strada e dopo pochi metri si riprende il percorso che proseguirà ininterrotto fino al colle di Tenda. Il primo tratto ombroso dopo un primo traversone si inerpica dolcemente e prende quota con alcuni tornanti per poi sbucare a 1500 m proprio in vista dello Chalet Arrucador. Qui si apre la conca erbosa dei Prati di San Lorenzo da dove, seguendo le tacche bianche e rosse, si ritrova l'antica traccia che con ampi tornanti risale il pendio sotto lo sguardo severo dei resti del forte centrale. Noi abbiamo percorso quest'ultimo tratto cercando di evitare i lastroni di ghiaccio levigati dal vento, ma in estate avremmo trovato distese rigogliose di rododendri in fiore. Siamo sbucati sul Colle di Tenda dopo tre ore e mezza di cammino, prendendoci il tempo di fotografare e di fare colazione beandoci del panorama che si stagliava nel freddo e nitido cielo invernale. L'andatura ha voluto seguire le vibrazioni dell'incedere di antichi eserciti, di mercanti, monaci, banditi e viandanti. L'antica via, per secoli l'unica, che schiudeva alla Valle Vermenagna le porte del Mediterraneo è un piccolo gioiello testimone della caparbietà degli uomini nel voler cercare un altrove, un fuori, un differente. Peccato averla quasi dimenticata se non nel tratto vacanziero della passeggiata lungo il torrente. Peccato aver permesso che per larga parte diventasse un gias.





Nel tratto tra Sant'Anna e Limonetto







Chalet Arrucador



L'antico tracciatto ancora si intravede


Vasche di abbeveraggio

Ghiaccio


venerdì 6 maggio 2011

Alpe di Papa Giovanni

Alpe di Papa Giovanni

Luogo "magico" per credenti ma anche no, l' Alpe di Papa Giovanni, situata ai piedi della Maestosa Rocca dell'Abisso, è un'oasi di spiritualità e silenzio creata da don Francesco Brondello negli anni '60 recuperando le baite di una vecchia borgata sopra Limonetto. In questa immagine, l'interno della Chiesetta.
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