mercoledì 22 febbraio 2012

Volar



La música ent una aurelha
un chan japa ent l'autra.
Un uelh ental pin enniverat
l'autre ent la nuech darrer de l'òrt di mòrts.
La cigarreta ent una man ilh fai fum,
lo creion ent l'autra per cò far?
En gola un grop,
dessot la camisa qualcòsa que pica.
De minca tant, sensa durbir la fenèstra,
las aurelhas, lhi uelhs, las mans,
ilh neisson, ilh vòlon daluenh.
'Scó abelhas après ilh venon al brusc
ent aquesta gruelha chauda
endoa lo miu arbut al duèrm.
Endoa autri uelhs, autras aurelhas,
autras mans ilh m'aspeton
per jontar de plumas a las mias alas.

Giacomo Bellone (Dzac Bortèla)

La musica in un orecchio,

un cane abbaia nell'altro.

Un occhio nel pino innevato,

l'altro nella notte dietro il cimitero.

La sigaretta in una mano fa fumo,

la penna nell'altra per fare che cosa?

In gola un nodo,

sotto la camicia qualcosa che batte.

Di tanto in tanto, senza aprire la finestra

le orecchie, gli occhi, le mani

escono, volano lontano.

Come api poi ritornano all'arnia,

in questo guscio caldo

dove il mio germoglio dorme.

Dove altri occhi, altre orecchie,

altre mani mi aspettano

per aggiungere penne alle mie ali. 


martedì 14 febbraio 2012

L'es torna jorn

World Press Photo of the Year 2011
Samuel Aranda, Spain, for The New York Times
A woman holds a wounded relative during protests
against president Saleh, Sanaa, Yemen, 15 October


L'es torna jorn.
L'èrba d' l'estiça
plena d'rosaa.
Lhi fringüèls ilh se chamon,
l'es torna jorn.
Machas jaunas d'amborn a l'ubac,
ros d'artesins a l'adrech,
l'es torna jorn,
lhi òmes ilh se desvelhon,
ilh s'esparon a còl,
ilh fan plorar li fremas.
L'es torna jorn.
Li fremas ilh an la semenç
culhia ent la nuech,
per bruelhar d'autri òmes,
d'autras fremas.
L'es torna jorn.


Giacomo Bellone (Dzac Bortèla)

È di nuovo giorno.
L'alchemilla 
piena di rugiada.

I fringuelli si chiamano,

è di nuovo giorno.

Macchie gialle di maggiociondolo a bacío,

rosso di rododendri a solatio,

è di nuovo giorno.

Gli uomini si svegliano,

si sparano addosso,

fanno piangere le donne.

È di nuovo giorno.

Le donne hanno il seme

raccolto nella notte,

per germogliare altri uomini,

altre donne.

È di nuovo giorno.




domenica 5 febbraio 2012

...



"Lacrima di primavera" di Donato Palumbo
 ...
e il cuore impazzì e ora no, non ricordo,
da quale orizzonte sfumasse la luce.
F. De André

sabato 28 gennaio 2012

Al câiri



La muntâ 'd l'Iretta 'd sut a la nivera

La salita dell'Iretta sotto la neve


In Via Roma (l'antica Via Maestra) di fianco alla Gelateria Câiri, la scalinata che scopro solo oggi chiamarsi "Muntâ 'd l'Iretta". Se non ricordo male, l'ultimo restyling della scalinata fu fatto di mio padre.


Immagine di Giampiero Marro (Puiu)

martedì 24 gennaio 2012

Lo skilift dei Mian

 
 
Aperto nel 1965 dai fratelli Antonio (Tunìn), Nicolao (Nicolino) mio padre,  e Giuseppe (Beppe) Bottero. L'impianto di risalita partiva dal prato appena sopra la fabbrica mineraria e si inerpicava sulle pendici del Monte Vecchio fin sopra il Ciabòt 'd Plancia. I miei ricordi piuttosto epici e per questo ben poco attendibili, mi riportano una pista ripidissima piena di gobbe ma bella, bella, bella. Lo skilift dei Mian fu danneggiato dalla valanga che nel 1973 si staccò dal Monte Vecchio. Ripristinato testardamente, nel 1975 chiuse definitavamente. Su quella pista ho indossato per la prima volta gli sci e ho imparato a tenermi in piedi nella neve e lì, con mia sorella Rosalba abbiamo fatto credo le sciate più divertenti e spensierate della nostra vita. Per papà e i suoi fratelli fu fonte di "sagrin e russe cun le framme"¹, per noi, altro non fu che una meravigliosa giostra!

¹ Preoccupazioni e liti con le mogli



 
 





domenica 22 gennaio 2012

Related Posts with Thumbnails