sabato 18 dicembre 2021

Europa 2021

Lhi pè patanù prafoundà ant la ninvèra.

Ina masucatta coun lhi euch spardeu

a l'abandoun dal mound.

Me coun lou cul al tsàud,

ant al miou tats tant comoud,

ant al miou lets tant còti,

m'arfantou an foulerie.

Tutsi vaiàn e tutsi saban

... ma manc aquest bot

la ciocca i sona pour nouzaoutri. 


[A.Bottero Manzueràt]

I piedi nudi sprofondati nella neve. Una bimba con gli occhi sperduti
nell'abbandono del mondo.
Io con il culo al caldo
nella mia casa comoda,
nel mio letto morbido,
affannandomi in sciocchezze.
Tutti vediamo e tutti sappiamo
... ma nemmeno questa volta
la campana suona per noi.

domenica 19 luglio 2015

Ciao Don Romano...

Immagine: © Antonio Bellone
Oggi, 19 Luglio, Don Romano Fiandra lascia dopo 33 anni la parrocchia di Limone per godersi una meritata e speriamo lunghissima pensione. Grazie per il tempo, la passione, l'energia, la cocciutaggine con cui ha curato le anime e il paese tutto. Grazie per la Casa di Riposo che ha reso preziosa e grazie per il restauro della Chiesa Parrocchiale, di cui ci ha resi orgogliosi. Grazie per quella meridiana che garbata accompagna i miei passeggi in piazza e grazie per avermi appassionata ancor di più alla storia di Limone con i suoi libri. Grazie per i guizzi e l'ironia, per la semplicità e schiettezza. E grazie soprattutto per aver voluto rimanere limonese.
Buona pensione Don Romano, e a Don Elio che da oggi lo sostituisce, buon lavoro.


mercoledì 17 giugno 2015

Monsignor Antonio Riberi

 

Le immagini che vedete in questo post, unite al documento pdf di un bollettino della parrocchia di Limone datato 1973 e totalmente dedicato alla figura di Monsignor Antonio Riberi, mi sono state donate da una gentile signora appartenente alla famiglia del Cardinale. Nel ringraziarla e scusandomi per il ritardo con cui procedo alla pubblicazione, colgo l'occasione dell'appena trascorso  118° anniversario dalla nascita di Antonio Riberi per condividere queste preziose testimonianze di storia limonese.

Antonio Riberi nacque e Montecarlo da genitori limonesi, il 15 giugno 1897, trascorse gran parte della sua infanzia a Limone e compì i suoi studi nel Seminario di Cuneo. Nunzio Apostolico in Cina, Irlanda e Spagna, fu ordinato Cardinale da Papa Paolo VI  nel 1967, pochi mesi prima della morte avvenuta a Roma. Dal 15 settembre 1973, la salma del Monsignore riposa nella Chiesa di S. Antonio a Limone.


Il suo stemma Cardinalizio


lunedì 16 febbraio 2015

Don Francesco Brondello


don Francesco Brondello
Borgo S.Dalmazzo 8 Maggio 1920 - Fontanelle di Boves 15 Febbraio 2015

Resterà nei miei ricordi di bimba, con il suo sorriso aperto, la schiettezza dei modi e la dolce semplicità delle sue omelie sull'altare del Convento. Resterà a tutti noi, limonesi e amanti della montagna, quel folle sogno, quell'immenso capolavoro che è l'Alpe di Papa Giovanni. Resterà al mondo intero il suo esempio di uomo "Giusto tra le Nazioni" che seppe schierarsi e amare oltre ogni rischio.
È morto ieri, dopo una davvero troppo lunga sofferenza il nostro caro don Francesco ed è un onore, per me, averlo conosciuto.




Immagine: http://www.yadvashem.org

martedì 9 dicembre 2014

Finalmente...




Oggi la prima neve della stagione in paese. Precipitazione iniziata nella notte tra tuoni e fulmini, è terminata nel primo pomeriggio lasciando a terra (o meglio, sul mio tetto) 15 cm di prezioso manto. 
Non sono tanti, ma è comunque un buon auspicio... 




venerdì 10 ottobre 2014

Strada Monesi - Limone



Martedì 14 ottobre, inaugurazione della ex-strada militare Monesi - Limone con appuntamento alle 11,30 presso il cippo confinario del Colle dei Signori. La strada si snoda attraverso un meraviglioso percorso tra panorami mozzafiato circondati da una natura incantevole tra Liguria, Piemonte e Francia.
Speriamo in una regolamentazione sensata del traffico...



lunedì 23 giugno 2014

Il martagone bianco che non c'è più



I miei complimenti a coloro che, in totale sprezzo al senso del Sacro e al rispetto verso Madre Natura, si sono presi il disturbo di salire all'Alpe di Papa Giovanni per rubare i bulbi del rarissimo Giglio Martagone bianco che da decenni ogni primavera impreziosiva la vista sulla Rocca dell'Abisso. Tanto per non sbagliare, questi "valorosi" hanno razziato anche i bulbi del Martagone comune (che per crescere ci mettono anni)... Il primo bulbo di Martagone bianco fu trovato nel bosco da Tota Paola più di trent'anni fa e da allora riprodotto con amorevole cura, prima da lei e poi dai volontari che si occupano del giardino dell'Alpe...



venerdì 13 giugno 2014

Proverbi


Cura lu Domine al tzapa San Dzàn
tut l'è in dàn


Quando il Corpus Domini prende San Giovanni
tutto è danno
 



sabato 3 maggio 2014

Elezioni comunali 2014



Sul sito del Comune di Limone Piemonte sono state pubblicate le liste e i programmi dei candidati Sindaco. Qui il link




sabato 12 aprile 2014

Li'mʊɲ din bot...

Click qui per vedere il filmato

sabato 8 marzo 2014

Ritratti: don Falco



142 anni fa, il 3 marzo 1872, nasceva Pietro Falco. Fu parroco di Limone dal 1904 al 1947, anno in cui lasciò la parrocchia nelle mani di don Michele Denina. Morì nel 1957 e riposa nel cimitero nuovo di Limone.


venerdì 21 febbraio 2014

Proverbi

Immagine: ©Luisa Spagnolo


Fil a fil la s' fai lou fner

Filo a filo (d'erba) si fa il fienile



Glossario Limonasco - Italiano
Immagine: ©Luisa Spagnolo

domenica 16 febbraio 2014

sabato 15 febbraio 2014

Lhi Crouzèt



Tipico piatto delle valli occitane alpine, si scrive crouzèt e si pronuncia crusèt. Parenti molto prossimi delle orecchiette cucinate nel Sud dell'Italia, la leggenda vuole che risalgano addirittura a Giovanna d'Angiò, Regina di Napoli e Contessa di Provenza. Ovvia la disputa tra Nord e Sud: noi preferiamo pensare che Giovanna si sia innamorata dei Crousèt e li abbia portati con sè nella sua terra d'origine, al Sud prevale la teoria che la Regina abbia voluto far conoscere questa delizia anche ai suoi sudditi provenzali. Come sia sia, mi piace davvero che un piatto così popolare e amato unisca l'estremo nord della penisola, con l'assolato tacco.
Andrebbero conditi con la bagna bianca, questi crouzèt, ma siccome ero spovvista di panna, ho improvvisato con quel che avevo e il risultato è stato così gratificante da meritare la menzione.



Ingredienti per 4 persone:
  • 500 g di farina 00
  • 250 ml circa di acqua tiepida
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 2 pizzichi di sale
Per il condimento:
  • 1 porro 
  • 1 cucchiaio di olio evo 
  • 1 noce di burro
  • 2 bicchieri di latte
  • 80 g di gorgonzola
  • grana grattugiato q.b.
  • sale e pepe


In un'ampia ciotola disporre la farina setacciata, il sale e l’olio. Aggiungere lentamente l’acqua mescolando con una forchetta. Quando il composto comincerà a compattarsi, vuotarlo sulla spianatoia e impastare con le mani fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo. Lasciar riposare 30 minuti coperto  da un panno umido o da uno strato di pellicola da cucina. Trascorso il tempo, tagliare la pasta a pezzetti e farne dei filoni dello spessore di circa un centimetro, tagliarli a dadini della stessa misura e schiacciarli uno per uno con un movimento rotante del pollice.
In un tegame sciogliere il burro nell'olio, unire il porro affettato e cuocere a fiamma moderata lasciando appassire dolcemente.  Aggiungere il latte e il gorgonzola tagliato a pezzetti e mescolare fino a scioglimento del formaggio. Aggiustare di sale e pepare. Intanto in abbondante acqua salata cuocere i crouzèt per 8 - 10 minuti. Una volta cotti, scolarli perfettamente e saltarli in padella con la salsa al porro. Spolverare con un po' di grana grattugiato e servire.

Colonna sonora di questa ricetta
Corale La Baita - la bela pàsa l'aiga



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